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PUBBLICAZIONI

Irregolari Sguardi laterali nell'arte italiana, da Antonio Ligabue all'atelier dell'Errore
2016. Daniela Rosi (a cura di) - Stampa ed Edizioni Effe e Erre Trento Snc - 26x21 cm - pp.252 - Bonaria Manca  pp. 142-145 - ISBN-13: 978-8897760375


Catalogo realizzato in occasione della mostra “Irregolari”, in corso a Cles (TN) nel Palazzo Assessorile, dal 9 luglio al 9 ottobre 2016.

Nell'introduzione al Catalogo, Tiziano Mellarini, assessore alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento, scrive: “Si tratta di una proposta culturale denominata “Irregolari”, che si propone di focalizzare un fenomeno “sommerso” rispetto al mondo dell'arte contemporanea, ovvero le produzioni di artisti che si trovano in una posizione di marginalità, non formati accademicamente, fuori da ogni sistema di visibilità mediatica. Attraverso percorsi affatto peculiari, essi riescono ad esprimere una visione ed una vitalità di grande spessore ed intensità, richiamando inoltre l'attenzione sul concetto di arte stessa, sul “che cosa” possiamo definire con questo termine, sui confini di questo settore, ampio e variegato ed inserito nel più ampio comparto culturale”.

Daniela Rosi, la curatrice della mostra, scrive: “Con la scelta del titolo “Irreglorari”, s'intende porre l'attenzione sull'irregolarità generale che pervade questa esposizione. Irregolarità che riguarda non solo le opere esposte o la biografia degli artisti, ma anche chi l'arte irregolare la studia e ne scrive…. Nei saggi storici si è cercato di ricostruire la storia dell'Outsider art attraverso le esperienze di chi, con ruoli diversi, se ne è occupato per anni”.




Rivista d'Arte Misirizzi  Edizione speciale Biennale Viterbo
2016. Curatore Laura Lucibello - Editorial Advertising, Graphics and  Layout Apai - 27,5x20,5 cm - pp. 58 - Bonaria Manca  pp.8-11


Rassegna d'Arte internazionale di Apai Arte Galery.

In occasione della Biennale d'Arte di Viterbo, Bonaria Manca ha ricevuto il riconoscimento Internazionale 2016 per la Cultura Indipendente in movimento - Viterbo, Palazzo dei Papi, Sala Alessandro IV, Piazza San Lorenzo, 05/06/2016.




I pittori dal cuore sacro da Ivan Rabuzin a Bonaria Manca
2015. Vittorio Sgarbi (a cura di)  -26,5x23 cm - pp. 79 - Bonaria Manca nella sezione contemporanei alle pp. 34-45.


Catalogo realizzato in occasione della mostra Internazionale di Arte Naif, accolta in Umbria, a Gualdo Tadino, nella Trecentesca Chiesa Monumentale di San Francesco dal 2 agosto 2015 al 6 gennaio 2016. E' presentata una selezione di 25 maestri, da Ivan Rabuzin a Bonaria Manca, per un totale di 75 opere, provenienti dall'Italia e da diversi paesi del mondo – Francia, Uruguay, Portogallo, Olanda, Serbia, Germania, Slovacchia e Croazia. Le opere esposte di Bonaria Manca sono 10.

Catia Monacelli, direttrice del Polo Museale di Gualdo Tadino, nell'introduzione al Catalogo scrive: “Oltre ogni limite, al di là della fantasia, con il coinvolgimento e l'entusiasmo di cuori puri in grado di compiere il miracolo e la magia del viaggio nel mondo dell'istinto bambino. E' da questa privilegiata prospettiva dell'anima e dello sguardo interiore, che possiamo immergerci nei colori vividi e forti del sogno di un'arte che alla ragione preferisce l'istinto e alle regole il linguaggio universale dell'emozione”.

Nelle prime pagine del Catalogo il critico d'Arte Vittorio Sgarbi parla di Bonaria in questi termini: “Con Bonaria Manca, artista venuta dalla Sardegna, che conserva intatta la visione del continente incontinente, e che è maturata nella Tuscia, tra Viterbo e Tuscania, dove vive sola in una serra meravigliosa fatta delle sue stesse pitture, avremo una sorpresa: il suo nome sarà presto ricordato a fianco di quello di Antonio Ligabue e di Pietro Ghizzardi, per una originalità che non può essere ricondotta ad un genere, nel potente individualismo che manifesta con una integra coscienza di ciò che ha vissuto e di ciò che ha visto. E se un artista potesse essere avvicinato a Bonaria avrebbe il volto ed il cuore di Giotto.




Fiori per la Bonaria
2015. Pavel Konecny - 24x31 cm - pp. 40

Vedi allegato (PDF)


Reportage fotografico su Orune, paese della Sardegna che ha dato i natali a Bonaria Manca e ha visto i suoi anni della fanciullezza e della prima giovinezza. Pavel Konecny non solo ci da visione del centro abitato, ma visita anche la casa di Bonaria e ci mostra il paesaggio nel quale si inserisce il paese barbaricino. Nelle ultime pagine troviamo una poesia scritta dall'autore e dedicata a Bonaria nell'occasione del suo novantesimo compleanno.




Art Brut Live photagraphy, Mario Del Curto
2015.  Mario Del Curto -  Testi di Terezie Zemànkovà, Roger Cardinal, Mario Del Curto -  abcd Prague - Till Scaap Edition, Berne - 29x21  cm – pp. 237 - Bonaria Manca alle pp. 116-123 - ISBN: 978-303828-051-4


Catalogo fotografico pubblicato in occasione dell'esposizione “Art Brut Live - photography, Mario Del Curto”, tenutasi al Dox Centre for Contemporary Art di Praga, Repubblica Ceca, dal 27 marzo al 6 giugno 2015.

Il fotografo Mario Del Curto ha consacrato la sua attività alla fotografia d'Art Brut da più di trent'anni. Nel Catalogo scrive: “Con le mie foto voglio raccontare delle storie umane. Voglio catturare gli universi di queste creature, i loro gesti, perché questo crea un insieme unico attraverso il quale si può comprendere una data opera d'arte. L'art Brut è un dominio dal quale è difficile astrarre l'autore dalle sue opere”.




Bonaria Manca. Rinascere ogni giorno
2014. Pavel Konečný - a cura di Roberta Trapani - Olomouc, Czech republic - Marginàlie - 16x23 cm - 136 pp. - ISBN 978-80-260-9713-5 - Acquistabile  € 20


Libro dedicato a Bonaria Manca scritto in lingua italiana, francese, inglese e ceca.

Il volume la cui foto di copertina riproduce un dettaglio di una divinità rappresentata in un dipinto dell'artista, contiene testi di Bonaria Manca, Jean-Marie Drot, Claire Margat, Gabriele Mina, Daniela Rosi, Roberta Trapani.

Il libro si divide in sette parti: Biografia, ricordi, ritratti, dipinti, muri, casa – città – paesaggio, e a proposito di Bonaria.

Vi sono immagini fotografiche dell'artista, insieme a numerose fotografie delle opere, della Casa dei Simboli e del paesaggio.

Bonaria Manca scrive: “Un giorno mi è successo che mi sono sentita libera da tutto: Non avevo più la mamma né mio fratello, che erano morti. Sapevo ricamare, allora perché non avrei potuto anche dipingere? Sono andata in un negozio ed ho detto: “vorrei un po' di colori di tutte le qualità perché voglio dipingere”. Mi devo pur divertire!

Rinasci ogni giorno
Dimentica ieri
Non c'è cosa più bella di questa
Perché il tempo viene e passa
Come maggio che è nei fiori,
Ma con la fede e con l'amore
Farai spostare le montagne.
Tu che nel cuore hai bontà
Vivrai in pace e Dio ti condurrà".

Jean-Marie Drot scrive: “Questi pittori che in modo un po' sbrigativo chiamiamo naif, chi sono in realtà? Donne uomini, che osano credere che il tempo non è niente, che la morte stessa è un'illusione, un passaggio, e che al di là delle nostre sofferenze, dei nostri rimpianti, esiste, per chi sa vedere e sentire, un paradiso, un'età d'oro con i suoi profumi, le sue musiche. Un eden fraterno, delle fonti di eterna giovinezza, per cancellare le nostre rughe, le nostre paure….. Pittrice naif Bonaria? Si! Visionaria, a volte. Mistica addirittura. Cugina imprevista di Marc Chagall nato molto lontano da Witebsk? Forse!”

Roberta Trapani, curatrice del libro, scrive: “In questa sua casa dei simboli, affollata di quadri e pietre metamorfiche, Bonaria Manca può rinchiudersi solitaria, per abbandonarsi al suo universo fantastico, ma può anche aprirsi a quegli incontri che attende e celebra come eventi straordinari”.

Gabriele Mina scrive: "Capita, dopo aver conosciuto Bonaria, di sentire riecheggiare certe sue espressioni mentre l'occhio si sofferma sui suoi piccoli personaggi, sugli animali, sulle case. Si tratta, probabilmente, di una sua peculiare capacità di porre al centro non solo la vicenda biografica, la memoria, ma una sorta di meraviglia narrativa, propria della fiaba e del mito. Tutto diventa epifania, in un tempo sottratto alla storia e riconsegnato a un tempo altro".

In questo libro si svela l'arte e la poesia di una donna e di un'artista che ha saputo fare della sua vita un dono di bene e di bellezza.




Solitary Creations
2014. De Stadshof Collection – Outsider Art – Art Brut - Naive Art - Lecturis - 30,5x25 cm – pp. 328 - Bonaria Manca  pp. 180-187 - ISBN: 978-94-6226-047-4


L'iniziativa de “Solitary Creation”, raccoglie le opere di 51 artisti, ed è stata voluta dall'olandese Collectie De Stadshof. Questo catalogo comprende l'esposizione permanente di Outsider Art della Collectie De Stadshof in Olanda e anche quella del Museo Dr. Guislain in Belgio.

La raccolta include sia le creazioni di fama internazionale di arte outsider (un termine generico per art brut, arte naif, arte visionaria, arte immaginativa) sia le "scoperte", dei gioielli artistici nascosti che meritano un pubblico.

Questo libro presenta una serie di creazioni artistiche spontanee e idiosincratiche, una categoria di arte che è esistita da sempre in tutto il mondo, ed è indipendente dalle tendenze culturali e alla moda.

“Solitary creations” presenta bellissimi esempi di questa arte, raccolti nel corso di un periodo di 30 anni, quasi sempre dalla mano di autodidatti. Aspetti particolari di queste opere d'arte sono la scrittura a mano unica del creatore, materiali insoliti, immagini di sovraffollamento, che sono stati fotografati in dettaglio soprattutto per questo libro.

http://www.collectiedestadshof.nl/artists/manca-bonaria/




Sous le vent de l'Art Brut 2 La Collection De Stadshof
2014. Halle Saint Pierre - Suisse Imprimerie, Paris Antalis - 23x20 cm – pp. 119 - Bonaria Manca alle pp. 82-83


Catalogo realizzato in occasione dell'esposizione: “Sous le vent de l'Art Brut 2, La Collection de Stadshof, dal 17 settembre 2014 al 4 gennaio 2015 al Halle Saint Pierre a Parigi.

Martine Lusardy, Commissaire d'exposition, nell'introduzione scrive: “Questa è la seconda esposizione che la Halle Saint Pierre consacra alle collezioni internazionali che riguardano l'Art Brut.

Un mondo artistico eterodosso dove gli artisti sono degli sperimentatori primitivi o raffinati di una grande arte, o nostalgici di un'arte popolare, formando una tribù creatrice complessa e plurale. La Collezione olandese De Stadshof appartiene a quella generazione di Collezioni che hanno contribuito a legittimare delle categorie artistiche da lungo tempo considerate come marginali. Con le sue 7000 opere realizzate da più di 300 artisti del mondo intero, essa ha saputo fare senza gravi compromessi, una comunità di esperienze e di espressioni”.

http://www.collectiedestadshof.nl/artists/manca-bonaria/




Metamorfosi d'Eroe
2014. Curatella: Luca Farulli - Comitato scientifico: Cristina Calicelli e Sara Ugolini - 23x33 cm – pp. 63  - Bonaria Manca alle pp. 38-39 - ISBN: 978-88-909900-0-7


Catalogo della mostra “Metamorfosi d'Eroe” tenutasi alla Pinacoteca di Bologna dal 10 maggio al 10 giugno 2014.

Le opere di Bonaria in esposizione: Mosaico, Divinità, 1985-1990, h120x130 cm; Mosaico, Tribù di Giuda, 1995, h56x157 cm.

Franco Faranda scrive: “Metamorfosi d'Eroe” è un percorso a più voci apparentemente indipendenti, ma legate assieme dalla complessità della ricerca interiore che rende “fratelli” persone che magari si sono formate in Continenti diversi.

Cristina Calicelli scrive: “Il mondo naturale di Bonaria diventa fantastico qualora può rivivere nei miti che l'hanno originato”.

Sara Ugolini scrive: “Oggi, in quello che la sociologa Nathalie Heinich descrive come “regime di singolarità” non è solo il “fare” sotteso alla creazione dell'opera bensì il comportamento e la personalità dell'artista a porsi in primo piano. In questo senso, nel nostro percorso, Bonaria Manca è una autrice che risponde appieno ai requisiti dell'eroismo artistico. Presente in lei la dimensione del “fare”, è un “fare” che la spinge a cimentarsi in più di un linguaggio espressivo, il ricamo, la pittura, il canto, e ad affidarsi, per una spinta continua alla sperimentazione, a una molteplicità di mezzi e di supporti artistici. Ma Bonaria allo stesso tempo è anche una donna anticonformista, dai tratti quasi sciamanici”.




38. Festival Pergine Spettacolo Aperto "Homo narrans"
2013. Bonaria Manca “Io che ne sapevo” - Daniela Rosi (a cura di)

Vedi allegato (PDF)


Libretto redatto in occasione del 38. Festival Pergine Spettacolo aperto "Homo narrans" tenutosi a Pergine (TN) dal 5 al 13 luglio 2013.

All’interno del Festival la mostra personale di Bonaria “Io che ne sapevo”, curata da Daniela Rosi, tenutasi dal 6 al 13 luglio. Esposti decine di dipinti dell’artista.

“Narrare, ovvero dare una linearità, un tempo e un significato all'accadere, lasciare una traccia, è l'unico mezzo che abbiamo per difenderci dal caos: l'uomo ha bisogno di raccontare se stesso e il mondo che abita, interpretandolo. Il raccontare e il raccontarsi (o il raccontarsela) diventano atto necessario, potremmo dire una questione di sopravvivenza. Ma quali forme assume oggi il narrare, quando qualsiasi processo di codificazione sembra entrato in un corto circuito di senso? Quando le parole sono ovunque, ma non dicono più nulla? È da queste riflessioni che nasce il tema scelto per l'edizione 2013 di Pergine Spettacolo Aperto, "Homo Narrans", attorno a cui ruota un ricco programma di eventi e spettacoli che vogliono esplorare il modo in cui l'arte oggi può "narrare" l'uomo e i suoi universi. […]

I lavori di Bonaria Manca, pastora sarda nata nel 1925, che ha ardito la trama della sua vita trasformando la trama del ricamo in linguaggio artistico e creando un’incredibile sequenza autobiografica”.




Folk Babel. Dai Costruttori di Babele alla Black Folk Art.  La Casa di Simboli di Bonaria Manca
2013. Salvatore Bongiorno, dal reportage fotografico per “La Casa dei Simboli” di Bonaria Manca, Tuscania, 2010 - Edizioni Rizomi_art brut - 29,5x21 cm pp. 101 - Bonaria Manca in copertina e alle pp.39-49 - ISBN: 978-88-905573-6-1 


Catalogo realizzato in occasione dell’esposizione “Folk Babel. Dai Costruttori di Babele alla Black Folk Art” , tenutasi nella Galleria Rizomi_art brut di Torino, dal 07/02/2013 al 03/03/2013.

In esposizione le sculture e i disegni di quattro artisti americani: Mr. Imagination, Lonnie Holley, Kevin Sampson e Charlie Lucas create come improvvisazione creativa a partire da materiali di recupero durante la Biennale di Venezia del 2011, accanto alle fotografie delle installazioni ambientali di Luigi Lineri (Zevio), Bonaria Manca (Tuscania) e Giovanni Cammarata (Messina).

Fotografie di Alberto Ferrero, dal reportage realizzato nel 1989 a La casa del Cavaliere, opera dell’artista Giovanni Cammarata; di Salvatore Bongiorno, dal reportage realizzato nel 2010 a La Casa dei Simboli, opera dell’artista Bonaria Manca, Tuscania; di Rodolfo Hernandez, dal reportage Ogni Forma Illuminata realizzato nel 2010 a La cattedrale di sassi,opera dell'artista Luigi Lineri, Zevio (Verona).

Folk Babel è dunque un luogo di incontro di culture, quella del sud degli Stati Uniti e quella italiana, di linguaggi, di sovrapposizioni e di rispettose, ma audaci autonomie.

Nell'introduzione al Catalogo Roberta Trapani scrive: “Gli scatti di Salvatore Bongiorno non possono di certo restituire l'esperienza straordinaria di un pomeriggio con Bonaria Manca, il sentirla cantare o il vederla danzare tra le sue mura dipinte, ma suggeriscono l'onirismo incantato che regna nel suo universo intimo, luminoso, abitato da ricordi e visioni. Salvatore Bongiorno ha saputo porsi in ascolto della sapienza del luogo dell'immaginario di Bonaria Manca. Le sue immagini hanno il potere di riorientare gli sguardi e, viaggiando attraverso libri e spazi espositivi, invitano al viaggio, fisico e/o mentale”.




Le dee sono tornate
2012. A cura di Roberta Giulieni, Vincenzo Mazzarella, Rosanna Ruscio - Presentazione di Vittorio Sgarbi - Promoter Maria Elena Piferi - Edizioni di Sofia  28,5x24,5 cm - pp. 125 - Bonaria Manca pp. 94-97 - ISBN: 978-88-6375-016-4


Catalogo redatto per la mostra “Le dee sono tornate” svoltasi a Castello dell'Abate – Belvedere San Costabile Castellabate (SA) dal 4 al 31 agosto 2012. Associazione culturale Pio Alferano.

Nel capitolo del Catalogo “Eterne pulzelle”, Vittorio Sgarbi scrive: “A Castellabate, nella prima edizione di una manifestazione dedicata all'onorato Generale Pio Alferano, si celebra il genio artistico femminile.… Qui ritroviamo donne che tutto hanno già fatto, anche se molto potrebbero ancora fare, almeno alcune di loro, se volessero. Non sono ragazze del nostro tempo ma, salvo qualche eccezione, signore del secolo scorso, il Novecento ….

Troviamo Bonaria Manca pastora barbaricina, presto emigrata a Tuscania, sorretta da uno straordinario spontaneismo multiforme che la fa convivere nel presente con il proprio mondo bambino”.

Rosanna Ruscio nel capitolo “L'Arte come molteplicità del sentire”, scrive; “ Penso a Bonaria Manca che nel definire i suoi temi, il suo bestiario e tutte le altre stravaganti figurazioni, unisce notizie del suo vissuto e allegorie fantastiche, così da fare di ogni pittura, grande o piccola, una favola morale. Il perpetuo inseguimento delle cose tra loro più estranee, né fa un'artista profondamente sincera, nella quale agisce il desiderio di una ricerca capace di rendere visibile ciò che non lo è, come trasformare in leggerezza la privazione sofferta e far si, attraverso la pittura, di credere di volare nel regno dove ogni assenza potrà essere, un giorno, magicamente risarcita.




Banditi dell'Arte
2012. Halle Saint Pierre - Parigi Suisse Imprimerie, Paris - Salvatore Bongiorno fotografie raffiguranti la Casa-Museo di  Bonaria Manca - 23x20 cm – pp. 280 - Bonaria Manca alle pp. 116-117


Catalogo realizzato in occasione dell'esposizione “Banditi dell'Arte, organizzata dal 23 marzo 2012 al 6 gennaio 2013 al Halle Saint Pierre a Parigi. In tutta la sua forza poetica è la prima esposizione maggiore consacrata alla creazione fuori dalle regole italiana.




Lo stato dell'Arte Regioni d'Italia
2011. Vittorio Sgarbi curatore del Padiglione Italia - Skira - 24,5x17 cm – pp. 891 - Regione Lazio - Bonaria Manca  pag. 350 - Promoter Maria Elena Piferi - ISBN: 978-88-572-1374-3

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Catalogo realizzato in occasione della 54. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia. Padiglione Italia. Iniziativa speciale per il 150° Anniversario dell'Unità d'Italia.

Il curatore Vittorio Sgarbi scrive: “Nei primi dieci-quindici anni di ogni secolo, gli artisti sembrano elaborare linguaggi e forme nuove, capaci di resistere e determinare durevoli influenze. Si pensi, appunto, nelle rispettive epoche, a Giotto e Picasso. Ci si è dunque applicati a comporre un quadro complesso, attraverso lunghi elenchi, nelle diverse discipline della scultura, della pittura, della fotografia, della ceramica, del design, della video arte, del disegno della moda. Con una inevitabile approssimazione per difetto. In questi termini, per quanto ambiziosa, l'impresa non poteva essere che fallimentare, inseguendo l'obiettivo di una incommensurabile complessità e completezza, nell'aspirazione di dar conto di una creatività liberata oltre ogni limite e comprensibile misura.




Costruttori di Babele Sulle tracce di architetture fantastiche e universi irregolari in Italia
2011. Gabriele Mina (a cura di) - Roberta Trapani “Bonaria Manca e la Casa dalle pareti di vento”  pp. 77-79 - Elèuthera - 21x14,5 cm – pp. 231 - ISBN: 9-788896-904084

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Undicesimo Festival International d'Art Singulier
2010. Compagnie d'Art Singulier en Méditerranée - 32x22 cm - pp. 96 - Bonaria Manca  pp. 13-15 - ISBN: 978-2-9537524-0-3

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Catalogo redatto in occasione dell'esposizione per l'Undicesimo Festival International d'Art Singulier tenutosi ad Aubagne, Marsiglia, dal 31 luglio al 29 agosto 2010.

Arte “Singulier” per la natura dell'Arte che viene presentata: un'Arte fatta da degli artisti autodidatti le cui opere, qualche volta ruvide, stupiscono per la loro diversità, la potenza dell'immaginazione che esse dispiegano e l'emozione che esse sprigionano.

I testi riguardanti Bonaria Manca sono di Claire Margat e Roberta Trapani. Le foto di Mario Del Curto.




Univers Cachés   L'art Outsider au Museè Dr Guislain
2007. Museo Dr. Guislain - Marianne Kooijman, Bonaria Manca “Le Jardin de la vie”, alle pp. 149-151 - Lannoo, Belgio - 26x21 cm – pp. 206 - ISBN: 978-90-209-7023-4

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“Univers Cachés” propone uno sguardo panoramico dei principali artisti sul tema e genere propri dell'arte outsider. Catalogo composto da centinaia di opere delle collezioni appartenenti al Museo Dr. Guislain.




Il Segno nel libro Storia e attualità del segnalibrio reinventato da cento artisti della Sardegna
2006. Testi di Giuliana Altea, Enrico Sturani, Massimo Gatta - Bonaria Manca  Pastora pp. 110-111 - Ilisso Edizioni - 30x24,5 cm – pp. 231 - ISBN: 88-89188-57-X

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Il progetto Il segno nel libro coinvolgendo 100 artisti selezionati tra quelli nati o attivi in Sardegna, punta a realizzare un piccolo museo portatile che sintetizzi l'attività artistica contemporanea della Sardegna, assumendo il formato obbligato del segnalibro come tramite di una sorta di censimento di tutti coloro che sul territorio lavorano nell'ambito delle arti visive. Nel catalogo sono riprodotti 300 segnalibri.




Secondo Festival delle donne creatrici dei due mari: il Mediterraneo, e il Mar Nero.
2000. Dr Rodica Maties (a cura di) - Edited by the UNESCO Center for Women and Peace in the Balkan Countries, Salonicco - 20,5x14,5 cm – pp. 94 - Bonaria Manca pp. 70-71 - ISBN: 960-86723-0-9

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Catalogo dell'esposizione che si è tenuta nella Galleria d'Arte della Società degli studi Macedoni, a Salonicco, Grecia, dal 23 al 27 settembre 2000. In occasione del secondo Festival delle donne creatrici dei due Mari: Mediterraneo e Mar Nero, riunendo donne artiste di tre culture, quelle dell'Asia, dell'Europa e dell'Africa. Donne portatrici di un messaggio di pace, uguaglianza e libertà.




Of the margin
2000. Museo De Stadshof  - Claire Margat, “Bonaria Manca Lost paradise”  pp. 76-81 - Editor Jos ten Berge, Netherlands  - 20x22 cm – pp. 120 - ISBN: 90-75284-27-6

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Catalogo della mostra “Masters of the maergin” tenutasi al Museo De Stadshof of naive and outsider art, Zwolle, Olanda, ottobre 1999 - marzo 2000.

http://www.collectiedestadshof.nl/artists/manca-bonaria/




Album fotografico 
1998.  Michel Ferdinand e Armande Pignat  - 21x21 cm – pp. 26


Immagini fotografiche di Bonaria Manca, della sua Casa dei Simboli, e di alcuni dipinti.




Bonaria Manca. Comente perdichese spardinadasa.
1983. Bonaria Manca - Presentazione a cura di Romeo Iurescia - S.e., Roma - 15,2x24,2 cm – 77 pp.


Libro dedicato a Bonaria Manca. Testi della stessa artista, di Romeo Iurescia e Lucia Anna Ferrante.

La biografia dell'artista introduce alla lettura, seguono poi gli scritti: Moralità e forza espressiva di Bonaria Manca di Lucia Anna Ferrante; Omaggio a Bonaria di Romeo Iurescia; Coraggio e primitività nell'arte di Bonaria Manca - Funzione dell'arte - di Romeo Iurescia; Bonaria racconta, di Bonaria Manca. L'ultima parte è costituita dalle fotografie di alcune opere dell'artista: numerosi dipinti, un antico arazzo in seta, il costume borghese di Orune, ed infine la foto di Bonaria che dipinge.

Lucia Anna Ferranti scrive: “Lo stile “Naif”, così manifestato nel suo filone pittorico, si è felicemente integrato con un espressionismo popolaresco che crea un'emozione profonda di ingenuità e cultura, di estemporaneità e raziocinio informale”.

Romeo Iurescia scrive: “La sua pittura, concisa, chiara, coerente alla sua naturale inclinazione poetica, dalla pennellata fresca e larga come le foglie delle canne al vento, morbida come la rugiada dei ruscelli e delle erbe dei fossi, dal discorso armonico e ben preciso, rispecchia il vero temperamento della pittrice, insomma la sua è una pittura che non si guarda solo con gli occhi, ma si sente principalmente con il cuore”.

Bonaria Manca scrive: “Finito di fare il pane, si riponeva dentro le cassapanche perché doveva bastare circa un mese. Nelle giornate di festa e di libertà andavo in chiesa ad insegnare il catechismo alle bambine. Mi avevano affidato quelle più piccole. A 13 anni mi fecero delegata della Diocesi: ero la più giovane delegata. Fino a trent'anni lavorai intensamente nell'azione cattolica, rinunciai anche a crearmi un avvenire e mi misi a disposizione di chi aveva bisogno: ho fatto i dolci perfino per l'Università di Padre Gemelli. Poi seguii i miei fratelli che emigrarono nell'Alto Lazio. Con orgoglio mi dedicai alla pastorizia per circa trent'anni. Ora sono stanca e mi riposo dipingendo e raccontando la mia vita”.

Un testo che ci fa conoscere la vita di sacrificio, dedizione e lavoro di una donna che ha trovato nell'arte il mezzo di essere libera e di esprimere il suo mondo interiore.





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